Intorno al 1140 il vescovo irlandese Malachia profetizzò le successioni papali, sino al tempo in cui Pietro sarebbe ritornato sulla terra per riprendere le chiavi della chiesa, secondo alcuni queste profezie sono state scritte con la collaborazione ispirata di San Bernardo. Le profezie di Malachia si riferiscono per lo più al luogo di provenienza dei pontefici, allo stemma della famiglia o anche a eventi storici che caratterizzeranno il suo pontificato. Esse sono costituite da 111 motti latini che descrivono in maniera impressionante i 111 papi che si sarebbero avvicendati sul trono di Pietro dal 1144 fino alla fine dei tempi.
Elenco gli ultimi:
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110 Giovanni Paolo I (1978): "De medietate lunae" (il tempo di una luna)
Il pontificato di Albino Luciani durò dal 26 agosto 1978 al 25 Settembre 1978, il tempo di un ciclo lunare.
111 Giovanni Paolo II (1978): "De labore solis" (del travaglio del sole)
Il motto potrebbe riferirsi al fatto che Karol Wojtyla proviene da un paese dell'est (levante del sole), o al suo assiduo viaggiare per il mondo (come il sole che appunto sembra percorrere infaticabilmente tutto il cielo per scomparire al tramonto e poi ricominciare).
112 Benedetto XVI : "gloria dell'oliva" (2005)
Alludendo ai Benedettini, che vengono chiamati anche "Olivetani".
113 ?: Petrus romanus (Pietro di Roma)
L'ultimo papa. Mentre Pietro I fu il primo pastore della Chiesa cattolica, detentore delle chiavi del cielo, Pietro II dovrà restituire il mandato.
A quest'ultimo papa che chiude la profezia, Malachia ha voluto dedicare non solo un motto ma alcuni versi latini: "In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen" - e cioè: "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa, siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia."
Nel periodo di Pietro II i cristiani ritorneranno nelle catacombe, come duemila anni fa; quando essi ritorneranno alla luce del sole, la chiesa non sarà più quella di un tempo e nemmeno il mondo sarà quello del passato. Con Pietro II non ci sarà la fine del Cristianesimo, ma la fine di quel tipo di cristianesimo sorto dalle ceneri dell'impero romano d'occidente. Al vertice della chiesa non ci sarà più nessun pontefice in quanto lo spirito santo illuminerà tutti gli uomini e ci sarà come un paradiso sulla Terra.
Il centro della cristianità non sarà più Roma. La città eterna verrà spazzata via in una notte d'estate, come un fuscello di paglia. E di essa non rimarra che un vago ricordo.
La profezia sulla distruzione di Roma si trova in un messaggio trovato nel XVI secolo e attribuito genericamente al Monaco di Padova. In questo messaggio si dice: "Quando l'uomo salirà sulla luna, grandi cose staranno per maturare sulla terra. Roma verrà abbandonata, come gli uomini abbandonano una vecchia megera, e del Colosseo non rimarrà che una montagna di pietre avvelenate". [cioè radioattive? ndJB]
Troviamo un altro vaticinio sulla successione degli ultimi papi in un libro stampato a Venezia nel 1527 ("De Magnis tribolationibus et Statu Ecclesiae", e cioè "Le grandi tribolazioni e della condizione della chiesa"):
Giovanni XXIII viene qui presentato come "uomo di grande umanità e dalla parlata francese". Papa Roncalli rappresentò difatti per molti anni la chiesa di Roma a Parigi.
Con il suo successore iniziano le tribolazioni della chiesa. In questo tempo "l'ombra dell'Anticristo inizierà a oscurare la Città Eterna".
Giovanni Paolo I: "Passerà rapido come una stella cadente, il pastore della laguna", e infatti papa Luciani, che veniva da Venezia, ebbe un pontificato di 31 giorni.
Giovanni Paolo II: "Verrà da lontano e macchierà col suo sangue la pietra [quando Alì Agca gli sparò, ndJB] .. e verrà strappato alla vita". [Ci sarebbe poco da stupirsi se l'improvviso deteriorarsi delle condizioni di salute di Wojtyla fosse stato agevolato da qualche veleno..]
Il penultimo papa sarà un "seminatore di pace e di speranza, in un mondo che vive l'ultima speranza" [ratzinger si sa che ci ha la fissa dell'ecumenismo, seppure poco si discosti da un mero pro-forma..]
L'ultimo papa verrà a Roma da terre lontane "per incontrare la tribolazione e la morte".
...olen veden Kuuhenki...
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CITAZIONE
" E il mondo, come gli si svolse davanti, così si riavvolge davanti a lui ad anelli, come lo scaturire del bene dal male, come lo scaturire dei fini dal caso fortuito.
Il futuro ed il lontano siano per te la causa dell'oggi: nel tuo amico devi amare il Superuomo come la tua causa.
Fratelli miei, io non vi esorto all'amor del prossimo; vi esorto all'amore del lontano."
-Friedrich Nietzsche-