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 =Alex+BlackO=
 Group: ModeratorPosts: 199 Location: "...io vengo dall'Universo" Status:  | |
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Poco fa, mentre ero nella doccia, guardando verso l’alto ho visto una mosca impigliata in una ragnatela. Mi sono domandato se fosse il caso di liberarla o no. Di solito aiuto quelle povere mosche che a causa dell’umidità rimangono appiccicate al muro. Ma in questo caso c’era una differenza sostanziale: La mosca era la cena del ragno!
Quando restano appiccicate al muro è un effetto collaterale del fatto che io mi lavo (per fortuna ), quindi non faccio del male a nessuno liberandole, anche se forse modifico il loro destino (su questo punto ci sarebbe da discutere). Ma liberandola dalla ragnatela ho privato il ragno, proprietario di quella ragnatela, di una possibile cena. In fondo la ragnatela era stata costruita da lui proprio per questo motivo.
Allora ho pensato fosse il caso di lasciarla lì; in fondo era destino di quella povera mosca diventare la cena del ragno.
Quindi liberarla sarebbe un bene per la mosca ed un male per il povero ragno che sarebbe rimasto senza cena.
Per fare del bene al ragno dovrei lasciare lì la mosca. Guardala contorcersi senza intervenire. Sarebbe un bene che passa inosservato; chi si accorgerebbe che io volontariamente ho lasciato lì la mosca per cibare il ragno? Nessuno. Solo Dio. Un gesto di Amore per il ragno avrebbe potuto essere quindi scambiato per una indifferenza verso la mosca.
Tra il bene che comporta una azione e quello che ne comporta nessuna, qual è il migliore? E si può parlare di un bene “migliore”?
Forse si può considerare la parabola dei servi ai quali venivano date delle monete, raccontata da Gesù, anche sotto questa luce. Solitamente l’interpretazione è quella che dice di far fruttare i doni. Ma in questo caso potremmo pensare che il servo che non ha fatto fruttare le monete dategli abbia creduto giusto proteggere le monete, e così ha abbracciato l’idea di un bene senza azione. Ma sappiamo quali servi sono stati premiati e quali no.
**dedicato a chi giudica le azioni degli altri senza conoscerne le motivazioni, o peggio ancora, pensando di conoscerle.**
____________________________________________________________________________ P.S.: So che morite dalla voglia di saperlo: sì, l’ho liberata la mosca! |
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